Le fasi costruttive della Chiesa di Santa Sofia

Nel cuore di Benevento, la Chiesa di Santa Sofia si erge come un monumento di straordinaria rilevanza storica e architettonica. La sua storia è un racconto di ambizione, trasformazioni e rinascite, segnato dal passaggio dei secoli, ed eventi sismici e dalle influenze culturali che hanno modellato la città.
La fondazione: il sogno di Arechi II (758-760 d.C.)
Correva l’anno 758 d.C. quando il duca longobardo Arechi II, appena asceso al potere, decise di erigere un tempio che celebrasse la grandezza del suo popolo. Santa Sofia non sarebbe stata solo un luogo di culto, ma un simbolo di identità e devozione, un santuario longobardo che rappresentasse il potere politico e spirituale del ducato di Benevento.
La chiesa fu probabilmente completata entro il maggio del 760 d.C., data in cui le reliquie dei Dodici Fratelli Martiri furono solennemente traslate nell’abside maggiore. Questo atto consacrava definitivamente Santa Sofia come cuore spirituale della città.
Ma Arechi II non si fermò alla costruzione della chiesa. Accanto ad essa, volle fondare un cenobio femminile, affidandolo alla guida della sorella Gariperga. Il monastero, istituito nel 774 d.C., divenne uno dei più importanti centri religiosi longobardi e rimase un punto di riferimento per la vita monastica femminile della città.
Danni e ricostruzioni nel XII secolo
Nel XII secolo, la chiesa subì modifiche per adeguarsi alle esigenze della liturgia benedettina. Studi condotti sull’edificio hanno evidenziato un ampliamento verso ovest, caratterizzato da una struttura a pianta quadrata situata davanti all’ingresso. Questo spazio era sorretto da quattro colonne angolari che sostenevano altrettanti archi successivamente tamponati. L’ampliamento venne collegato alla costruzione preesistente attraverso un grande arco, che prese il posto dell’antico ingresso.

L’epoca barocca: le trasformazioni del XVII-XVIII secolo
Nel XVII secolo, un terremoto segnò la storia della chiesa. Il sisma del 1688 causò gravi danni alla struttura, rendendo necessaria una massiccia ricostruzione. I lavori furono affidati all’architetto Carlo Buratti, che tra il 1696 e il 1701 ridisegnò Santa Sofia secondo i canoni dell’epoca.
La sua pianta originaria venne modificata e trasformata in una forma circolare più convenzionale, mentre alcune parti furono demolite per conferire maggiore simmetria alla struttura.
Con questa trasformazione, l’essenza longobarda della chiesa si perse quasi completamente. Santa Sofia assunse un aspetto barocco, allineandosi allo stile dominante del tempo.
Il ritorno alle origini: il restauro del XX secolo

Fu solo nel 1951, grazie all’architetto Antonino Rusconi, che ebbe inizio un ambizioso restauro per riportare alla luce l’anima longobarda di Santa Sofia.
Quando Rusconi intraprese il restauro negli anni ’50, la configurazione originaria stellare della chiesa era ancora sconosciuta. Fu durante uno scavo archeologico che scoprì, intatte, le antiche fondazioni. Non senza esitazioni, e dopo aver riflettuto molto se ricostruire l’antica forma o meno, optò per questa seconda ipotesi, che all’epoca apparve la più convincente secondo le metodologie di restauro del tempo.
Rusconi decise di eliminare le aggiunte barocche e ripristinare la struttura originale, ricostruendo le murature a zig-zag sulle antiche fondazioni dell’VIII secolo. Il restauro riportò alla luce molti degli elementi architettonici originari, permettendo di riscoprire la complessità e l’ingegnosità della struttura longobarda.
Grazie a questi interventi, oggi possiamo ammirare Santa Sofia quasi come doveva apparire nel VIII secolo, un capolavoro che mescola tradizione classica, influenze bizantine e sperimentazione longobarda, rendendola una delle più straordinarie testimonianze dell’epoca medievale.
Oggi, la Chiesa di Santa Sofia è riconosciuta come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, un luogo che continua a raccontare la grandezza e la visione di Arechi II, mantenendo vivo il ricordo di un’epoca in cui Benevento fu il cuore pulsante della cultura longobarda in Italia.





